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il primo videogame: Magnavox Odyssey!Quanti di noi sono stati sedotti dal gioco del tennis-tavolo - alias ping pong - rimanendo coinvolti in partite sfrenate in coppia o in torneo, nelle sale giochi o al bar... Ci si sfida all'inseguimento di una piccola pallina bianca che viene ribattuta nello scivoloso campo avversario mettendoci alla prova nel calibrare velocità e potenza e nell'imprimere effetti che confondono i contendenti. Ma possiamo risparmiarci tutte queste sudate perché, in alternativa, si può giocare a ping pong comodamente da seduti, così come si è iniziato a fare a partire dai salotti delle famiglie americane nel lontano 1968. Ralph H. Baer fu il primo a richiedere un brevetto sul gioco del tennis che nel 1972 divenne la base del primo video game: Odyssey.

In questo stesso anno Nolan Bushnell fondò Atari, la prima compagnia di video giochi che produsse l' adattamento del semplice gioco del tennis: la famosa macchina del Pong (foto a destra) .





Ed è proprio il Pong il soggetto che ha ispirato Pong Mythos, mostra interessante e divertente allestita presso il Wuttermbergischer Kunstverein Stuttgart (foto a sinistra). che dal 11 Febbraio al 30 Aprile di questo anno si è tenuta a Stoccarda.

Il Pong, pur essendo un gioco ancora basato su componenti analogiche, entra nel mito perchè rappresenta il passaggio dall'era analogica a quella digitale che inizia a svilupparsi proprio alla fine degli anni '60. La mostra, curata dal Computer Game Museum di Berlino, ripercorre cronologicamente l'ideazione e la costruzione dei primi videogiochi ispirati al Pong esponendo sia le macchine originali Odyssey e Pong, il primo Apple II e Atari. Pezzi quasi unici protetti da teche e corredati di bibliografia originale e di video risalenti al loro lancio sul mercato con interviste agli ideatori.

Ma la mostra non è solo una inanimata esposizione di pezzi storici dell'informatica, è il realtà un divertente percorso interattivo che coinvolge il visitatore che, non potendo restare impassibile, si mette a giocare diventando di fatto anch'esso parte di quella che può anche essere definita un'istallazione di arte moderna. Infatti sin dall'entrata è possibile giocare a ping pong con un video gioco interattivo dei nostri giorni usando le proprie mani come racchette (scarica il video --> pong_mani.avi ~1.5Mb).

Oppure in una stanza completamente buia entrare dentro il gioco, trovandosi nella stessa dimensione del gioco quasi a doversi scansare con la sensazione che la pallina ci stia arrivando addosso... (scarica il video ---> pong_demo.avi ~3.7Mb)

Tante sono le istallazioni le più stravaganti come la Pain Machine con cui giocare a ping pong a proprio rischio e pericolo; per ogni errore che si commette si riceve una frustata o una scossa elettrica su di una mano. In un altro caso i due giocatori salgono su una bicicletta e devono pedalare per attivare il gioco usando lo sterzo per muovere la racchetta sul monitor.
...faticoso!!!

In un altro caso la pallina viene proiettata su un tavolo, e così si gioca con questa proiezione usando come racchette pomodori e cetrioli messi lì a disposizione (scarica il video --> pong_vegetable.avi ~2.7Mb).

Il gioco del ping pong rappresenta un po' la transizione ed è questo il tema che fondamentalmente ispira le istallazioni artistiche che coinvolgono i cinque sensi come ad esempio il pong luminoso tridimensionale con cui si interagisce tramite impulsi elettrici...

Tema semplice e geniale per la realizzazione di una mostra che attrae curiosi ed appassionati.

Il visitatore è libero di muoversi, è accolto e guidato, ed è libero di fotografare e filmare, cosa rara nei nostri musei, inoltre è possibile pubblicare le proprie foto sul sito del museo.

Pong Mythos è stata una bella sorpresa...

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